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Notizie economia

  • Cresce il fatturato dei brand di lusso e l'Italia fa la parte del leone

    AGI - Il fatturato generato nel 2021 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi mondiali è stato pari a 305 miliardi di dollari, 53 miliardi in più del 2020 e 24 miliardi oltre i livelli pre pandemia Covid,rispetto a cui la crescita è dell'8,5%.

    Lo rileva la ricerca annuale Global Powers of Luxury Goods 2022 di Deloitte, che esamina e classifica i 100 Top Player del settore Fashion & Luxury a livello globale. L'Italia con il suo Made in Italy si conferma uno dei Paesi leader nel settore, posizionando ben 23 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria.

    Golden Goose, Moncler ed Euroitalia rientrano tra le aziende a crescita più rapida, rispettivamente al terzo, decimo e sedicesimo posto, grazie a incrementi a doppia cifra nel 2018-2021 (rispettivamente 27,2%, 12,9% e 10,9%).

    Il gruppo Prada, Moncler e Giorgio Armani sono i tre principali player italiani in classificae, in forma aggregata, rappresentano il 35% delle vendite di beni di lusso realizzate dalle aziende italiane presenti nel ranking.

    Il gruppo Marcolin ha registrato il net profit margin più alto dell'intera classifica: 33,4%, seguito da Hermés con 27,3%. Anche in questa edizione l'importanza delle migliori aziende del lusso è evidente: quasi l'85% del net profit della classifica delle Top 100 di Deloitte proviene dalle aziende della Top 10, che si confermano leader anche in termini contributo alle vendite totali delle aziende (56,2%, + 4,8 punti percentuali rispetto al 2020).

    Il podio della Top 10 dei big del lusso è oramai consolidato, rimanendo invariato per il quinto anno consecutivo e vede i colossi LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE, Kering SA e The Estée Lauder Companies Inc in testa alla classifica.

    "In questo periodo di cambiamento ed incertezza, l'appeal delle aziende del settore lusso si è riconfermato. Il comparto è stato capace di re-inventarsi ed avviare un processo di trasformazione considerevole, portando concetti quali sostenibilità, economia circolare, innovazione, al centro delle proprie strategie di crescita per i prossimi anni. Oggi più che mai le aziende di questo settore sono in grado di essere vicine ai consumatori in termini di servizio, produzione, ascolto e condivisione dei medesimi valori", commenta Giovanni Faccioli, Deloitte Global Fashion & Luxury Practice Leader. 

  • Quest'anno a Natale potrebbero mancare sul mercato 20 milioni di iPhone

    AGI - Dopo un mese al centro della cronaca e dell'attenzione di tutto il mondo a causa dei disordini legati alla politica Covid Zero di Pechino, le autorità cinesi hanno allentato le restrizioni a Zhengzhou, anche nota come iPhone City, la città dove Foxconn produce gli iPhone di Apple . Le conseguenze per Cupertino si faranno sentire: secondo le stime, fra i 15 ei 20 milioni di potenziali acquirenti non riusciranno a comprare un iPhone 14 Pro per Natale. 

    I funzionari locali hanno già annunciato la ripresa “ordinata” delle attività, inclusi supermercati, palestre e ristoranti, con lungo elenco però di edifici che sarebbero rimasti bloccati. Alcune ore prima di questi annunci, martedì, i funzionari della sanità nazionale hanno affermato che la Cina avrebbe risposto alle “preoccupazioni urgenti” sollevate dalla popolazione e che le regole anti-Covid saranno messe in atto in modo più flessibile, regolandosi in base alle condizioni di ciascuna regione. Da una parte l'allentamento di alcune misure arriva mentre la Cina registra numeri record giornalieri di casi Covid, dall'altra le autorità hanno iniziato la caccia ai protagonisti delle proteste. 

    Le proteste nello stabilimento Foxconn di iPhone 14 hanno messo in seria difficoltà Apple con le vendite di iPhone 14 Pro e 14 Pro Max, in vista del periodo natalizio. Secondo l'analista Ming-Chi Kuo la produzione di iPhone nello stabilimento di Zhengzhou è stata significativamente influenzata dalle proteste dei lavoratori che si sono mobilitati per ottenere condizioni migliori. La fabbrica ha ridotto del 20% le sue spedizioni di iPhone previste per il quarto trimestre del 2022, a 70 milioni di unità rispetto ad una richiesta di mercato di 85-90 milioni. 

    A dicembre la situazione dovrebbe migliorare ed il tasso medio di utilizzo dell'impianto dovrebbe passare dal 20 al 30-40% , ma non basterà per soddisfare la domanda e molti utenti resteranno senza iPhone 14 Pro sotto l'albero. Secondo Kuo la carenza di offerta potrebbe cancellare la domanda per i modelli Pro più popolari, invece di posticipare le vendite. Al contrario, altri analisti Apple si aspettano che le vendite aumenteranno una volta che i vincoli di produzione si allenteranno e saranno disponibili più modelli Pro.

  • Powell: "Possibile ridurre il ritmo del rialzo dei tassi già a dicembre"

    AGI -  La Federal Reserve potrebbe ridurre il ritmo dei rialzi dei tassi di interesse "già a dicembre": lo ha detto il presidente della Fed Jerome Powell, pur avvertendo che la lotta all'inflazione è tutt'altro che finita e che le domande chiave rimangono senza risposta, tra cui quanto dovranno aumentare i tassi e per quanto tempo.

    "Ha senso moderare il ritmo dei nostri aumenti dei tassi, poiché ci stiamo avvicinando al livello di restrizione sufficiente per ridurre l'inflazione. Il momento di moderare il ritmo degli aumenti dei tassi potrebbe arrivare già nella riunione di dicembre", ha dichiarato Powell, intervenendo al Brookings Institution di Washington. 

    "È probabile che per ripristinare la stabilità dei prezzi sarà necessario mantenere una politica restrittiva per qualche tempo. La storia ci sconsiglia di allentare prematuramente la politica monetaria. Manterremo la rotta fino a quando il lavoro non sarà finito", ha aggiunto Powell, sottolineando che, anche se alcuni dati indicano che l'inflazione sta rallentando, "abbiamo una lunga strada da percorrere per ripristinare la stabilità dei prezzi".

    "Nonostante l'inasprimento delle politiche e il rallentamento della crescita nell'ultimo anno, non abbiamo visto lo scorso anno un chiaro progresso nel rallentamento dell'inflazione", ha concluso. 

    'Atterraggio morbido' economia molto plausibile

    Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha dichiarato che rimane "molto plausibile" che l'economia statunitense raggiunga un atterraggio morbido, nonostante una serie di mosse aggressive per raffreddare la domanda e far scendere i prezzi.

    "Continuo a credere che ci sia un percorso verso un atterraggio morbido o quasi", ha dichiarato in occasione di un evento a Washington, riferendosi a uno scenario in cui la disoccupazione aumenta ma gli Stati Uniti evitano una grave recessione.