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Notizie economia

  • Spiagge: è l'estate dei pendolari

    AGI - Vacanze degli italiani all'insegna del ‘mordi e fuggi' sulle spiagge, è stata l'estate dei pendolari: a giugno e luglio si è registrato il “tutto esaurito nel fine settimana e un calo di presenze notevole durante la settimana”. Lo afferma in un'intervista all'Agi, Antonio Capacchione presidente del Sindacato Italiano Balneari Fipe-Confcommercio che associa oltre 10.000 imprese in tutta Italia. Capacchione stima un calo “consistente” delle presenze, pari al -40% sui primi due mesi di ferie e sottolinea che la permanenza è stata “molto molto breve”.

    Vacanze 'mordi e fuggi', pienone solo nel week-end

    “Bisogna tenere presente – afferma Capacchione - che comunque l'estate è partita tardi, abbiamo aperto gli stabilimenti balneari a metà giugno in molte Regioni. C'è stata una presenza elevata durante il week-end e in settimana un calo consistente del 40-50% fino alla settimana scorsa. In questa settimana di Ferragosto vediamo una presenza elevata anche durante la settimana. C'è oltre alla paura del futuro e del contagio, un concentrarsi delle presenze solo in determinate giornate”.

    Questo, prosegue, “ha reso la stagione estremamente vulnerabile anche perché quest'anno le condizioni meteorologiche non sono state favorevoli per cui in molte realtà quando c'era brutto tempo saltava l'incasso dell'intera settimana”. “Moltissimi, non voglio dire la quasi totalità, pendolari - dice ancora - e presenze ricettive limitate a due-tre giorni: molto molto brevi. Poche presenze e molti arrivi".

    Sul distanziamento servivano regole più certe e chiare

    Quanto al distanziamento stabilito dalle linee guida nazionali di 3 metri e 3 metri e mezzo, dice ancora, "è stato rispettato dalla quasi totalità degli stabilimenti". Ma a suo giudizio, sarebbe stato meglio "aggiungere anche altri criteri, tipo il numero delle persone sotto l'ombrellone e sarebbero state utili regole più chiare perché il problema non è il distanziamento tra gli oggetti, ombrelloni e lettini, ma l'indice di distanziamento" tra le persone.

    "Per settembre - conclude - ci auguriamo che la stagione possa continuare, ma non siamo in grado di fare previsioni. Gli stabilimenti hanno cercato di coniugare sicurezza con libertà, garantire un livello di socialità nel rispetto delle norme". 

  • L' Italia è in deflazione, prezzi a luglio -0,2%

    AGI - L'Italia è in deflazione. A luglio, infatti, si registra un'inflazione negativa per il terzo mese consecutivo, cosa che non succedeva dal giugno 2016. Rallenta poi il carrello della spesa.
    E' quanto evidenzia l'Istat che ha rivisto al ribasso i dati sull'inflazione che nel mese ha registrato -0,2% e sull'anno -0,4% (da -0,2% del mese precedente); la stima preliminare era -0,3%. 

    Inflazione ancora negativa, mai così dal 2016

    "Questo andamento continua a essere la sintesi di dinamiche opposte (forti flessioni, seppur meno ampie rispetto a giugno, dei prezzi degli energetici e crescita, piu' debole rispetto al mese precedente, di quelli degli alimentari). Il contestuale ulteriore rallentamento dei prezzi dei servizi (causato per lo più da quelli relativi a trasporti e da quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona), frena l'inflazione di fondo che perde tre decimi di punto, sia al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia al netto dei soli energetici", si legge.

    Rallenta il carrello della spesa

     A luglio rallentano i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che include i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Si passa da +2,1% a +1,2%, mentre per quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto si osserva un'inversione di tendenza da +0,1% a -0,1%.
    L'inflazione negativa, spiega l'Istat, continua a essere dovuta all'andamento dei prezzi dei Beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -10,3%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -13,6%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%). L'ampliamento della flessione si deve sia al rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari (da +2,3% a +1,3%), causato da entrambe le componenti (gli Alimentari non lavorati, da +4,1% a +2,5%, gli Alimentari lavorati da +1,2% a +0,6%), sia all'ampliarsi della flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a -0,9%). 

    Tasso acquisto inflazione 2020 a -0,1%

    L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano quindi rispettivamente da +0,7% a +0,4% e da +0,9% a +0,6%. L'inflazione acquisita per il 2020 è -0,1% per l'indice generale e +0,7% per la componente di fondo. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione congiunturale pari a -0,7% e un aumento dello 0,8% rispetto a luglio 2019 (da -0,4% di giugno); la stima preliminare era +0,9%. L'inversione di tendenza dell'IPCA si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature la cui crescita su base annua accelera nettamente da +0,4% a +18,7%. 
    E' una dinamica dovuta all'avvio posticipato dei saldi estivi (dei quali il NIC non tiene conto) rispetto allo scorso anno (primo agosto nel 2020 nella maggior parte delle regioni; primo luglio nel 2019), che causa un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature molto meno ampio (-6,4%) di quello di luglio 2019 (-20,9%) e un confronto tra un luglio 2020 con i ribassi stagionali solo in poche regioni e un luglio 2019 con i saldi diffusi su tutto il territorio. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,4% su base annua.

  • Italia in deflazione: -0,2% i prezzi a luglio

     

    AGI - Italia in deflazione: a luglio, informa l'Istat, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% su base annua (da  -0,2% del mese precedente); la stima preliminare era -0,3%. 

    L'inflazione negativa, spiega l'Istat, continua a essere dovuta all'andamento dei prezzi dei Beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -10,3%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -13,6%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%). L'ampliamento della flessione si deve sia al rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari (da +2,3% a +1,3%), causato da entrambe le componenti (gli Alimentari non lavorati, da +4,1% a +2,5%, gli Alimentari lavorati da +1,2% a +0,6%), sia all'ampliarsi della flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a -0,9%).     

    L'“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano quindi rispettivamente da +0,7% a +0,4% e da +0,9% a +0,6%.     L'inflazione acquisita per il 2020 è -0,1% per l'indice generale e +0,7% per la componente di fondo.     

    L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione congiunturale pari a -0,7% e un aumento dello 0,8% rispetto a luglio 2019 (da -0,4% di giugno); la stima preliminare era +0,9%.     

    L'inversione di tendenza dell'IPCA si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature la cui crescita su base annua accelera nettamente da +0,4% a +18,7%. È una dinamica dovuta all'avvio posticipato dei saldi estivi (dei quali il NIC non tiene conto) rispetto allo scorso anno (primo agosto nel 2020 nella maggior parte delle regioni; primo luglio nel 2019), che causa un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature molto meno ampio (-6,4%) di quello di luglio 2019 (-20,9%) e un confronto tra un luglio 2020 con i ribassi stagionali solo in poche regioni e un luglio 2019 con i saldi diffusi su tutto il territorio.     

    L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,4% su base annua.