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Notizie economia

  • L'incubo inflazione su Wall Street, crollano tutti gli indici

    AGI -  È durato poco il trend rialzista a Wall Streetdove a farla da padrone sono tornate a essere le vendite, con gli investitori che continuano a temere gli effetti dell'inflazione sull'economia reale.

    Il Dow Jones ha archiviato la terza seduta settimanale con una perdita del 3,56% a quota 31.493 punti, S&P 500 a -3,95% e 3.927 punti, mentre il Nasdaq ha lasciato il 4,73% a 11.418 punti.

    L'aumento dell'inflazione, dunque, ma anche il perdurare del conflitto in Ucraina, i prolungati problemi nella catena di approvvigionamento, i lockdown senza sconti in Cina e le prospettive di un inasprimento delle politiche delle banche centrali sono tutti fattori che deprimono i mercati, sempre più allarmati dalle preoccupazioni per un rallentamento dell'economia globale.

    Martedì il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che la banca centrale statunitense continuerà a "spingere" sugli aumenti dei tassi fino a quando non vedrà l'inflazione scendere in un "modo chiaro e convincente", non esitando a muoversi in modo più aggressivo se ciò non dovesse accadere (gli analisti scommettono su un aumento di 50 punti base a giugno e luglio).

    Tracollo della grande distribuzione

    Passando ai singoli titoli, un vero e proprio tracollo si è assistito tra le grandi catene di distribuzione che sono quelle che stanno facendo maggiormente le spese per la riduzione dei margini. Target, ottavo rivenditore al dettaglio Usa, è crollato del 24,87% dopo che l'utile del primo trimestre si è dimezzato a causa dei costi di carburante e trasporto.

    Male anche gli altri big del settore come Walmart (-6,84%), Gap (-9,91%), Costco (-12,45%), Macy's (-10,68%). Bagno di sangue sul Nasdaq dove Intel ha perso il 4,62%, mentre Apple ha lasciato il 5,64%, sui minimi di giornata.

    Giù il petrolio

    Il petrolio ha chiuso in calo al Nymex: il Wti ha perso il 2,50% terminando a quota 109,59 dollari al barile, il Brent ha terminato con una flessione del 2,50% a quota 109,11 dollari al barile. Le scorte di greggio negli Stati Uniti sono calate a sorpresa di 3,394 milioni di barili rispetto alla scorsa settimana, riporta l'Eia ricordando che la scorsa settimana erano aumentate di 8,4 milioni di barili. Penalizzati di conseguenza i titoli del comparto di riferimento: Chevron -2,56%, ConocoPhillips -2,37%, ExxonMobil –1,56%. Più contenuti, infine, i ribassi del settore Aerospace & Defence: L3Harris Technologies –1,54%, Lockheed Martin a -1,57% e Northrop Grumman –0,95%.

  • L'obiettivo delle banche è stipulare mutui con i millennial

    AGI - La casa continua a essere il bene rifugio per eccellenza degli italiani e l'80% dichiara di ricorrere al mutuo per l'acquisto. A svelare le nuove tendenze di mercato sui mutui nel settore immobiliare è una analisi di Century 21 e We-Unit.

    Identikit dei clienti. Arrivano i millennial

    Se è vero che, al contrario di quello che avviene nei Paesi del Nord Europa, le famiglie italiane sono da sempre orientate all'acquisto dell'abitazione principale, oggi ad affacciarsi sul mercato è un nuovo target. “Sono arrivati i millennial – nota Stefania Negri di Century 21 Italia – stiamo assistendo alla nascita di un nuovo segmento di acquirenti, i trentenni, che si presenta al mercato immobiliare con nuove richieste e nuove esigenze”.

    Una tendenza che si riflette immediatamente anche sul mercato dei mutui. “La grande maggioranza delle richieste, infatti, riguarda finanziamenti per l'acquisto della prima casa – spiega Angelo Spiezia, amministratore delegato di We Unit -  e a differenza di quanto accadeva qualche anno fa i finanziamenti ipotecari hanno registrato un forte incremento della componente di giovani che fanno richiesta di un mutuo”. Una conseguenza diretta delle politiche abitative del Governo che prevedono la concessione di garanzie pubbliche per la sottoscrizione di mutui da parte dei giovani fino a 36 anni

    Il mutuo prima casa, un evergreen

    “Quasi l'80% delle richieste di mutuo pervenute sui canali online e fisici riguarda finanziamenti per l'acquisto della prima casa, rendendo quasi marginali le altre richieste”, dice ancora Spiezia.  E sui tempi per l'ottenimento? “Dopo un naturale allungamento durante il primo anno di pandemia, determinato anche dalle limitazioni imposte dal Governo, oggi le tempistiche sono tornate quelle ordinarie: tra 15 e 40 giorni per ottenere la delibera reddituale e tra 40 e 60 giorni per concludere l'iter, arrivando alla firma dell'atto di mutuo”, dice Spiezia che aggiunge: “Alcuni istituti di credito più performanti riescono anche a erogare un mutuo in 30/40 giorni (dall'istruttoria, alla delibera reddituale, perizia tecnico legale e stipula), altri, al contrario, possono arrivare a superare i due mesi prima di completare l'istruttoria”. “Un tema non da sottovalutare quello delle tempistiche - commenta Negri - quando si parla di acquisti di immobili a scopo abitativo e non solo come investimento che può riverberarsi su tutta la filiera della compravendita”.

    Salgono gli importi finanziati

    “La costante ripresa del mercato immobiliare italiano registrata negli ultimi anni - si stima che il settore immobiliare in Italia abbia chiuso il 2021 con oltre 700.000 compravendite - soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma, si è tradotta in un incremento medio del livello dei prezzi delle case rispetto ai minimi del 2009”, evidenzia Negri.

    E questo si ripercuote sul mercato dei mutui con un incremento dell'importo dei finanziamenti richiesti. “Se nel 2020 il valore medio dei mutui in Italia si aggirava attorno ai 114.000 euro, nel 2021 è salito a 115.600 euro e prevediamo che il trend prosegua anche per il 2022”, commenta Spiezia.

    Ma ad aver contribuito all'innalzamento dell'importo medio dei finanziamenti non è stata solo la ripresa del mercato immobiliare italiano. Secondo l'esperto di We-Unit “L'aumento delle garanzie concesse dallo Stato, permettendo alle banche di incrementare l'erogato con maggiore serenità, ha senza dubbio corroborato il fenomeno”.

    Milano è la città che stipula più mutui

    In linea con gli altri settori finanziari, la Lombardia, e in particolare Milano, è l'area del Paese con la maggiore concentrazione di richieste di mutui e con la più alta esposizione di finanziamenti ipotecari. Una concertazione in linea con lo sviluppo del settore immobiliare: “Spesso a Milano capita di vendere immobili alla prima visita o prima ancora di mettere l'appartamento in pubblicità, attraverso il database interno delle agenzie - spiega Negri - e questo anche con prezzi tutt'altro che bassi”.

    A Milano il prezzo a metro quadro sta sui 2870 euro (a Roma siamo sui 2806 euro), in generale il prezzo degli appartamenti nelle diverse zone a Milano è compreso tra 1.500 euro/mq fino ad arrivare ai 10.250 euro/mq. “Negli ultimi tre mesi - aggiungono da Century 21 Italia - i prezzi sono in leggero aumento, con un +1,05%, fatto salvo per i locali commerciali che sono aumentati di circa il 9%”. E aggiungono da We-Unit: “A dare forza al mercato dei mutui concorrono anche il Nord Ovest e il Mezzogiorno, con una concentrazione delle richieste nei grandi centri urbani come Roma, Torino, Napoli e Bari”. 

    Le garanzie dello stato favoriscono i giovani

    L'avvento della pandemia ha consentito di accelerare la risposta dello Stato al problema abitativo per i giovani e per le famiglie numerose attraverso la creazione di un sistema di garanzie pubbliche del 50% o dell'80% del capitale prestato per l'erogazione di mutui. “Con il decreto sostegni – spiega ancora Spiezia - le banche hanno oggi a disposizione uno strumento molto efficace per garantire loro il rientro del capitale anche in caso di interruzione del pagamento delle rate del mutuo”.

    La garanzia pubblica si somma all'ipoteca posta sull'immobile. E aggiungono da We-Unit: “È quindi facile intuire che per le banche il mutuo sia diventato oggi un prestito poco remunerativo, ma certamente molto sicuro”. “Dal nostro punto di osservazione – conclude Stefania Negri – non possiamo che augurarci che lo Stato mantenga questi incentivi che consentono alle banche di deliberare più facilmente i finanziamenti ipotecari, consentendo anche ai giovani l'accesso al mercato immobiliare, nonostante la precarietà lavorativa e le tensioni geopolitiche che stanno mettendo a dura prova la ripresa della congiuntura dopo due anni di pandemia”.

  • Nel Regno Unito l'inflazione ad aprile ha raggiunto il 9%, un massimo da 40 anni

    AGI - La peggiore crisi del costo della vita in Gran Bretagna degli ultimi trent'anni non raggiungerà il suo apice prima della fine di quest'anno: secondo le stime della Banca d'Inghilterra, arriverà al 10%.

    Per questo motivo, l'istituto monetario dovrà intraprendere azioni più aggressive e rialzare di nuovo i tassi d'interesse, che sono già stati portati all'1%.

    I nuovi lockdown in Cina e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia hanno aggravato i problemi della catena di approvvigionamento, facendo schizzare i prezzi globali alle stelle.

    Il governo ha subito crescenti pressioni per sostenere i redditi delle famiglie e il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato la scorsa settimana che il suo governo "farà qualcosa" nel breve termine per aiutare i cittadini britannici, ma non è entrato nei dettagli.

    Ad aprile l'inflazione ha raggiunto un massimo da 40 anni, pari al 9%, più di quattro volte l'obiettivo del 2% della BoE. In un solo mese, e cioè rispetto a marzo, è cresciuta del 2,5%.

    Il governatore della Banca, Andrew Bailey ha affermato che l'attuale impennata dell'inflazione rappresenta la sfida più grande per la banca centrale da quando ha ottenuto l'indipendenza nel 1997 e che l'aumento dei prezzi dei generi alimentari rappresenta una delle principali preoccupazioni.

    Nonostante le previsioni di un forte calo dei redditi delle famiglie, la BoE ha aumentato lo stesso i tassi all'1%, al top da 13 anni, e prevede nuovi rialzi. Questo mentre la sterlina è scesa di oltre il 2%, toccando i minimi da due anni.

    L'opinione pubblica intanto e' sempre piu' pessimista. Recenti sondaggi sul sentiment dei consumatori, come ad esempio Gfk, hanno rilevato che la fiducia dei cittadini britannici nelle proprie finanze personali è ora al livello più basso dal 1985.

COS’E’ l’UGL?
L’UGL – Unione Generale del Lavoro – è una organizzazione sindacale che riconosce primaria la centralità della persona che lavora: rinuncia di conseguenza ad ogni rivendicazione che sia esclusivamente categoriale o solo economica. Essa, dunque, è una associazione unitaria di carattere confederale che, perseguendo scopi di natura generale, riconosce la peculiarità di ciascuna categoria e territorio, ma rinuncia ad ogni tipo di rivendicazione esclusivamente settoriale.

DI COSA SI OCCUPA?
La UGL è tra i sindacati maggiormente rappresentativi in Italia. Associa lavoratori e pensionati, senza distinzioni di sesso e di razza, tutelandone i diritti nel mondo del lavoro. Promuove la costituzione di associazioni di autotutela e solidarietà e ne supporta l’azione contro ogni forma di esclusione sociale. L’adesione è volontaria e comporta l’accettazione dei principi statutari.

LE FINALITA’ DELL’UGL
L’UGL, nel riconoscere la centralità e la dignità della persona, individua nelle forme e negli strumenti di una moderna socialità collettiva una delle fondamentali conquiste del sindacato.
Nell’attuale fase evolutiva dei modelli di produzione l’UGL ribadisce la centralità insopprimibile dell’organizzazione sindacale per il raggiungimento di ogni conquista del lavoro e per la trasformazione sociale dell’economia attraverso strumenti concentrativi. L’UGL è impegnata su una sempre più coordinata ed incisiva presenza delle organizzazioni sindacali sovranazionali nei processi decisionali di carattere economica e sociale delle istituzioni dell’Unione Europea. L’UGL si propone:

  • il superamento definitivo della concezione politica di classe sociale e delle sue conseguenze ideologiche
  • la corresponsabilizzazione dei lavoratori nelle scelte dell’impresa
  • l’opzione verso una politica del lavoro non sessista
  • l’impegno all’applicazione dei diritti economici e sociali dei lavoratori extracomunitari
  • la riaffermazione concreta ed operativa dell’unità del mondo del lavoro.