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Notizie economia

  • Perché Biden ha dato fiducia a Powell 

    AGI - La nomina di Powell da parte di Biden per un nuovo mandatoquadriennale alla guida della Fed è stata "tutt'altro che un atto di pietà", anche se ci sono volute settimane per prendere la decisione. È di questo avviso il Financial Times che stila un ritratto puntuale del banchiere centrale e ipotizza i motivi che hanno indotto l'amministrazione Usa alla sua conferma alla guida della Fed.

    Scegliendo il 68enne repubblicano piuttosto che un collega democratico per il posto di presidente, in un momento di feroce polarizzazione politica negli Stati Uniti, Biden ha riconosciuto la validità della gestione della banca centrale durante la pandemia da parte di Powell e ha scommesso sulle sue capacità di domare l'inflazione senza minare la ripresa economica.

    Ma Biden ha voluto anche premiare lo stile non dogmatico e senza pretese di Powell, che si è guadagnato il rispetto e l'ammirazione di molti funzionari della Casa Bianca, del personale della Fed e dei membri di entrambi i partiti a Capitol Hill. 

    "Non ha intenzione di vantarsi di quanto sia grande. Non ha intenzione di fare il prepotente con nessuno", ha commentato al Financial Times David Rubenstein, co-fondatore di Carlyle, il gruppo di private equity dove Powell ha lavorato dal 1997 al 2005. "È un tipo equilibrato, simpatico e personalizzabile. Non ha un dottorato in economia, ma ha un dottorato in come andare d'accordo con le persone".

    Powell è un washingtoniano in tutto e per tutto.È nato nella capitale degli Stati Uniti nel 1953 da una famiglia cattolica ricca e istruita, come uno dei sei figli. La sua era una famiglia di alto livello: la madre una professoressa di matematica e statistica, suo padre un avvocato che rappresentava le aziende siderurgiche nelle trattative sindacali. I suoi genitori erano entrambi i primi della classe al Blessed Sacrament, la stessa scuola cattolica che Powell ha frequentato nel nord-ovest di Washington.

    La nonna di Powell una volta tirò fuori un vecchio bollettino della messa domenicale che riportava i loro successi accademici e lo infilò sotto il naso del futuro presidente della Fed per mostrare cosa ci si aspettava da lui. 

    La famiglia ha sempre vissuto a pochi passi da Chevy Chase Circle, una grande rotonda al confine tra il Distretto di Columbia e il Maryland, e lui vive ancora oggi in quella zona. Una delle passioni di Powell è suonare la chitarra; gli piace anche il golf. È stato un assiduo ciclista in passato. E ama leggere di notte: uno dei suoi tomi preferiti è The Saxon Stories, una serie di romanzi storici di Bernard Cornwell sull'Inghilterra medievale.

    Powell non è stato uno studente modello all'inizio.Eppure, è riuscito a entrare alla Princeton University, dove ha studiato politica africana, e alla Georgetown Law School. Poi si trasferì a Wall Street per lavorare per la banca d'investimento Dillon Read sotto Nicholas Brady, in seguito segretario al Tesoro di Ronald Reagan e George HW Bush. A New York Powell ha incontrato Elissa Leonard, una regista. I due si sono sposati nel 1985 e hanno tre figli.

    Brady aveva giurato di non assumere nessuno della banca per servire il governo, ma fece un'eccezione per Powell, che entrò al Tesoro nel 1990 e divenne sottosegretario alle finanze nazionali nel 1992. Dopo l'entrata in carica di Bill Clinton, Powell è andato a Carlyle, dove ha fatto affari nel settore industriale e dei consumi per il gruppo americano di buyout.

    Ma il servizio pubblico era la sua vocazione più grande. È entrato nel Bipartisan Policy Center, un think-tank, dove da un piccolo cubicolo ha aiutato a cercare di disinnescare la crisi del tetto del debito del 2011, mettendo Barack Obama contro i legislatori repubblicani.

    Obama ha scelto Powell per il posto di membro nel consiglio dei governatori della Fed nel 2012, e una volta che Donald Trump diventò presidente, scattò anche la sua promozione più importante.

    Nel suo primo mandato Powell è stato accreditato con la volontà di scuotere il pensiero della Fed dopo aver imparato dure lezioni dalla lenta ripresa della crisi finanziaria del 2008. "Penso a Powell come a qualcuno che è genuinamente curioso, genuinamente aperto di mente, sempre imparando, mai soddisfatto delle supposizioni", ha detto un funzionario della Casa Bianca.

    Gli osservatori gli hanno attribuito un'insolita empatia alle comunicazioni della Fed, ad esempio quando ha citato i problemi degli americani che soffrono per la crisi del Covid-19 e la nazione che fa i conti con l'ingiustizia razziale.
    Powell non è un cattolico praticante, ma ha sostenuto il lavoro caritatevole della Chiesa nella capitale. "È un uomo con un grande cuore per i bisognosi", ha detto monsignor John Enzler, presidente e amministratore delegato della Catholic Charities dell'arcidiocesi di Washington, che conosce la famiglia di Powell da 30 anni.

    Sottoposto ai furiosi attacchi di Trump, Powell non ha ribattuto apertamente all'ex presidente, ma ha chiarito che non si sarebbe dimesso se gli fosse stato chiesto.

    "Ci vuole una persona molto volitiva per poter resistere agli strali  del presidente degli Stati Uniti. Ha fatto quello che pensava fosse giusto, e alla fine merita credito per non essersi messo a fare battaglie con la Casa Bianca", ha detto Rubenstein.

    I critici di Powell a sinistra dicono che è stato troppo indulgentesulla regolamentazione finanziaria ed esitante sul clima. Altri dicono che la Fed è rimasta indietro sull'inflazione. Ma i sostenitori hanno fiducia in Powell nell'affrontare l'aumento dei prezzi attraverso la politica monetaria, se necessario, e per convincere i mercati, i politici e il pubblico che ha tutto sotto controllo.

    "È qualcuno che quando vede un problema fa qualcosa al riguardo", ha detto Shai Akabas, che ha lavorato al fianco di Powell al Bipartisan Policy Center. "Se c'è un problema, questo resta  in cima ai suoi pensieri fino a quando non lo affronta".

  • Il Black Friday anticipa le spese per il Natale

    AGI - Nella settimana del Black Friday sono 27 milioni gli italianiche si apprestano a fare acquisti, con una crescita dell'8% rispetto allo scorso anno, e sempre di più, sottolineano le associazioni, l'appuntamento viene sfruttato, insieme al Cyber Monday, per anticipare i regali di Natale.

    Si spenderanno circa 1,7 miliardi e come sempre a fare la parte del leone è il web. Prodotti elettronici al top, ma cresce anche l'interesse per il settore moda e abbigliamento.   Secondo un'indagine realizzata da Confcommercio-Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Research, un italiano su due, il 53,1%, acquisterà i doni di Natale approfittando delle campagne scontistiche del venerdì e del lunedì successivo. Di contro, il 34,9% si dichiara ancora indeciso e il 12% non acquisterà regali.

    Sono più donne che uomini, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, più concentrati al Centro e Nord Est di Italia, gli acquirenti più affezionati alle occasioni delle offerte pre-natalizie. Il 71,7% di coloro che compreranno i regali di Natale durante questi periodi effettuerà gli acquisti online.

    Rimane comunque lo zoccolo duro che continua a fare shopping in modo tradizionale: il 23,5% nei punti vendita di prossimità, il 40,6% nei negozi all'interno dei centri commerciali e il 23,3% nelle catene della distribuzione organizzata. Gli acquisti più gettonati vanno dall'elettronica di consumo all'abbigliamento, dai gioielli ai giocattoli, dalla cura del corpo agli articoli per la casa, dai libri ai prodotti enogastronomici. 

    Per un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un doppio campione di consumatori e imprenditori del commercio gli acquisti sono in rialzo e un italiano su tre è pronto a cogliere l'opportunità della giornata di super sconti, per una spesa media di 144 euro a testa e oltre 1,7 miliardi in totale. Non solo sulla Rete, ma anche sulla strada: saranno infatti circa 100mila i negozi ‘reali' che aderiranno al venerdì nero con sconti medi a partire dal 30%. E, in due casi su tre, le offerte dureranno per tutto il weekend. Secondo lo studio, il fatturato previsto per l'occasione si traduce in una porzione di consumi consistente: 1,7 miliardi di euro che si ‘divideranno' tra le attività commerciali online e i negozi su strada.

    A questi vanno aggiunti altri 500 milioni di spesa già effettuata dal 17% degli italiani che hanno acquistato in occasione delle numerose campagne promozionali ‘pre-promozioni' legate al black friday, condotte dalle grandi piattaforme di e-commerce e dalle grandi catene di retail multicanale – soprattutto di elettronica - già a partire da ottobre.

    Su cosa punteranno gli acquirenti

    Chi comprerà durante il Black Friday anche quest'anno cercherà soprattutto prodotti tecnologici, indicati dal 45%, e moda, con un 44% in cerca di abbigliamento, calzature e accessori. Un balzo enorme rispetto al periodo pre-pandemia, quando gli interessati all'acquisto di prodotti di moda erano il 26%.

    Crescono anche gli elettrodomestici (29%, contro il 25% dello scorso anno), mentre calano dal 10% all'8% i viaggi. Stabili, invece, mobili e prodotti per la casa (15%). Ma si cerca di tutto, con il 17% che indica altre tipologie di beni e servizi, dai prodotti enogastronomici a quelli cosmetici. Moltissimi cercheranno i doni per le feste: il 54% dei consumatori userà infatti l'occasione per fare almeno un regalo da mettere sotto l'albero. 

    Il Codacons ipotizza una spesa solo sul web di circa due miliardi. “Al momento 27 milioni di connazionali sono decisi ad approfittare delle promozioni legate al Black Friday per acquistare prodotti per se o per la casa e anticipare i regali di Natale - spiega il presidente, Carlo Rienzi – vi è poi una larga fetta di consumatori “indecisi”, che valuterà gli acquisti in base alle offerte e agli sconti praticati online e nei negozi, e che deciderà all'ultimo se e come fare shopping. Molti approfitteranno del Black Friday per acquistare regali di Natale. Il 39% dei doni che saranno scambiati in Italia durante le prossime festività verrà acquistato proprio durante la settimana di sconti”.

    La parte principale degli acquisti, sottolinea, avverrà attraverso l'e-commerce, con il web che accentrerà il 61% degli acquisti per un controvalore compreso tra 1,8 e 2 miliardi di euro. In testa alla classifica dei prodotti più gettonati durante il Black Friday ancora una volta l'elettronica e l'hi-tech, comparto dove il 60% circa dei consumatori è intenzionato a fare almeno un acquisto – analizza il Codacons – Cresce l'interesse per il settore abbigliamento, calzature e accessori, che coinvolgerà il 50% dei cittadini che approfitteranno degli sconti, e quello della salute e prodotti di bellezza (20%). 

  • Gubitosi si dimette da ad di Tim, le deleghe passano al presidente Rossi

    AGI - Luigi Gubitosi si è dimesso da amministratore delegato di Tim. A quanto si apprende le deleghe passeranno al presidente Salvatore Rossi.

    Il numero uno di Tim Brasil Pietro Labriola è stato nominato direttore generale del gruppo. 

    "Esprimo a titolo personale e del Consiglio tutto, grande soddisfazione per la nomina di Pietro Labriola a nuovo Direttore Generale di Tim. Questa nomina mostra ancora una volta il valore del management della società e la capacità di valorizzare competenze, merito e innovazione". Lo ha affermato il presidente di Tim, Salvatore Rossi, commentando in una nota la nomina di Labriola.

    Tim, con nuovo assetto 'guida coesa, gruppo pienamente operativo'

    Il nuovo assetto di vertice di Tim "garantisce da subito, nell'interesse di tutti gli stakeholder,la piena operativita' del Gruppo. Assicura, inoltre, in una fase cosi' articolata una guida coesa, salda e determinata nella piena valorizzazione delle capacita' operative della societa' e del posizionamento sul mercato, nel rispetto del ruolo di tutti gli azionisti e degli altri stakeholder coinvolti". Lo afferma la nota diramata al termine del cda che ha deciso la nomina di Pietro Labriola a direttore generale, assegnando anche alcune deleghe al presidente Salvatore Rossi.

    "La soluzione di governance individuata - continua - costituisce un passo essenziale del processo di CEO Succession Planning, sul quale continua l'impegno del Consiglio nel suo insieme e, in particolare, del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, assistito dall'advisor Spencer Stuart. Impegno teso a definire una leadership esecutiva di medio termine della societa' stabile e duratura, che tenga conto dell'evoluzione dell'assetto societario complessivo di TIM e del relativo perimetro di attivita'".

    Per agevolare i processi interni il cda ha inoltre deliberato di dotarsi di un Lead Independent Director, con le attribuzioni previste dal Codice di corporate governance di Borsa Italiana, chiamando ad assumere la carica la Consigliera Paola Sapienza

    Gubitosi tre anni alla guida di Tim

    È durata tre anni e pochi giorni l'avventura di Luigi Gubitosi al timone di Telecom Italia.

    Il manager napoletano era entrato nel cda del gruppo di tlc nel maggio 2018, nominato su indicazione di Elliott, il fondo Usa che si contrappose al tempo a Vivendi; era poi stato nominato amministratore delegeato e direttore generale il 18 novembre dello stesso anno, in sostituzione di Amos Genish, il dirigente israeliano che era stato sfiduciato pochi giorni prima.

    Un caso che presenta una certa assonanza con quello attuale, visto che allora le deleghe furono assegnate in via provvisoria al presidente Fulvio Conti.

    La nomina di Gubitosi venne salutata in Borsa con un rialzo del titolo Tim, salito del 3,9%, nella convinzione che con il nuovo a.d. si arrivi allo scorporo della rete.

    Una speranza che rimarrà però illusoria. In realtà Gubitosi non riesce a interrompere il declino del titolo sul mercato azionario, tanto che nei due anni successivi la quotazione subisce un taglio di quasi il 50%, arrivando al minimo di 0,2852 euro due anni dopo, il 29 ottobre 2020.

    Dopo una ripresa fino a 0,46 euro c'è una nuova caduta, fino agli 0,31 euro di pochi giorni fa, prima dell'accelerata frutto dell'offerta di Kkr che fissa un prezzo indicativo di 0,505 euro.

    Il primo bilancio opera di Gubitosi, nel 2019, era comunque stato promettente, con un utile netto pari a 1,3 miliardi, il ritorno al dividendo e il calo di 1,4 miliardi nell'indebitamento finanziario netto. Il dato di 1,3 miliardi viene confermato anche nel 2020.

    In realtà a preoccupare è il continuo calo dei ricavi, scesi dai 19,1 miliardi del 2018, a 17,9 miliardi nel 2019, a 15,8 miliardi nel 2020. Nei primi 9 mesi del 2021 nuova frenata, a 11,6 miliardi (-2,2% sullo stesso periodo 2020).

    Prima di Tim Gubitosi era stato in Fiat con vari incarichi tra cui quello di direttore finanziario, poi in Wind come direttore finanziario e a.d.. È stato inoltre per tre anni direttore generale Rai e per un anno commissario straordinario di Alitalia.

    Labriola nuovo dg, da 20 anni all'interno del gruppo

    Pietro Labriola, nuovo direttore generale di Tim, vanta un'esperienza professionale tutta spesa all'interno del settore delle telecomunicazioni.Negli ultimi 20 anni ha operato all'interno del Gruppo Tim in ruoli diversificati di crescente responsabilita' fino ad assumere la guida complessiva delle attività del Gruppo in Brasile.

    "L'assoluta internazionalità - afferma una nota - e la riconoscibilità come uno dei maggiori esperti delle tematiche relative al mondo delle telecomunicazioni e all'innovazione
    caratterizzano il suo profilo".

    Labriola ha iniziato la carriera nel 1993 in France Telecom, dove è assistente all'a.d. nella sede di Milano. Passa poi a Cable & Wireless come direttore marketing, quindi in Infostrada. Dopo un'esperienza in Boston Consulting Group torna in Infostrada come direttore marketing, quindi nel 2001 entra nel gruppo Telecom, con incarichi di crescente importanza.

    Nel 2009 è direttore della Business Unit per il segmento aziende per i servizi di telefonia fissa, nel 2013 gli viene affidato il coordinamento del Progetto di societarizzazione della Rete. Nel 2015 diventa Coo di Tim Brasil e nel 2019 assume la carica di Ceo.

    Salvini, bene via Gubitosi, avanti in interesse nazionale

    "Bene l'abbandono delle deleghe da parte di Gubitosi, impensabile che andasse avanti nonostante risultati negativi e previsioni non mantenute". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

    "Ora avanti nel nome della tutela dell'interesse nazionale: nessuna svendita di pezzi di azienda, tutela della rete pubblica, salvaguardia di investimenti e occupazione, no al cedimento a interessi finanziari stranieri. Mercoledi' incontrero' tutte le sigle sindacali. Intanto Consob vigili sull'andamento del titolo, su acquisti, vendite e speculazioni". 

COS’E’ l’UGL?
L’UGL – Unione Generale del Lavoro – è una organizzazione sindacale che riconosce primaria la centralità della persona che lavora: rinuncia di conseguenza ad ogni rivendicazione che sia esclusivamente categoriale o solo economica. Essa, dunque, è una associazione unitaria di carattere confederale che, perseguendo scopi di natura generale, riconosce la peculiarità di ciascuna categoria e territorio, ma rinuncia ad ogni tipo di rivendicazione esclusivamente settoriale.

DI COSA SI OCCUPA?
La UGL è tra i sindacati maggiormente rappresentativi in Italia. Associa lavoratori e pensionati, senza distinzioni di sesso e di razza, tutelandone i diritti nel mondo del lavoro. Promuove la costituzione di associazioni di autotutela e solidarietà e ne supporta l’azione contro ogni forma di esclusione sociale. L’adesione è volontaria e comporta l’accettazione dei principi statutari.

LE FINALITA’ DELL’UGL
L’UGL, nel riconoscere la centralità e la dignità della persona, individua nelle forme e negli strumenti di una moderna socialità collettiva una delle fondamentali conquiste del sindacato.
Nell’attuale fase evolutiva dei modelli di produzione l’UGL ribadisce la centralità insopprimibile dell’organizzazione sindacale per il raggiungimento di ogni conquista del lavoro e per la trasformazione sociale dell’economia attraverso strumenti concentrativi. L’UGL è impegnata su una sempre più coordinata ed incisiva presenza delle organizzazioni sindacali sovranazionali nei processi decisionali di carattere economica e sociale delle istituzioni dell’Unione Europea. L’UGL si propone:

  • il superamento definitivo della concezione politica di classe sociale e delle sue conseguenze ideologiche
  • la corresponsabilizzazione dei lavoratori nelle scelte dell’impresa
  • l’opzione verso una politica del lavoro non sessista
  • l’impegno all’applicazione dei diritti economici e sociali dei lavoratori extracomunitari
  • la riaffermazione concreta ed operativa dell’unità del mondo del lavoro.