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Notizie economia

  • "Non vedo ostacoli a un accordo con la Ue, sono ottimista" dice Tria

    "Io non vedo ostacoli per un accordo" con la Commissione europea. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo al seminario organizzato dalla Fondazione economia Tor Vergata a Villa Mondragone.

    "Per un'economia a crescita zero - ha spiegato Tria - il target di deficit al 2,1% per l'anno in corso rappresenta una politica fiscale più che prudente e stiamo andando verso questo livello di deficit grazie a una gestione delle finanze pubbliche prudente anche se stiamo attuando le politiche sociali programmate con l'ultima legge di bilancio".

    "Per il futuro - ha aggiunto - l'idea è quella di tenere il deficit basso e continuare con l'obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l'innalzamento delle tasse, ma attraverso più basse spese correnti: questo è il nostro impegno verso il Parlamento e stiamo lavorando per soddisfare questo mandato con la prossima legge di bilancio. Sulla base di questo - ha concluso - io credo che l'Italia sia sostanzialmente in linea con le regole di bilancio europee e per questa ragione sono ottimista su una buona soluzione sulla procedura d'infrazione". 

    Il Ministro dell'Economia ha poi parlato delle risorse non utilizzate di reddito e quota 100: "Le manteniamo come risparmi e non saranno utilizzate. Adesso stiamo vedendo in che modo dimostrare alla Commissione europea che questi risparmi esistono". Tria ha spiegato che questi risparmi derivano non "perché si cambi nulla, i diritti acquisiti rimangono quelli" ma perché "i dati del primo semestre e le previsioni del secondo ci dicono che la spesa sarà sostanzialmente inferiore".

  • Il diesel del futuro sarà prodotto dai cianobatteri dell'Oceano?

    Sono batteri fotosintetici, o cianobatteri, e sarebbero in grado di produrre carburante. È tutto vero, scrive hakaimagazine.com: ogni anno questi batteri, una volta chiamati impropriamente alghe azzurre, rilasciano nell'oceano centinaia di milioni di tonnellate di idrocarburi liquidi che vengono divorati da altri organismi unicellulari prima che raggiungano la superficie, ma che di fatto sono chimicamente molto simili alla benzina diesel.

    Un gruppo internazionale e multidisciplinare di ricercatori sta lavorando proprio per intervenire in questo senso e i risultati di questa ricerca potrebbero sfociare in quella che potrebbe rivelarsi la scoperta del secolo: cianobatteri che producono 'petrolio', ma non solo. Gli scienziati infatti non si fermano al carburante ma puntano anche alla produzione di plastiche biodegradabili, più in generale, un modo per creare materiali ed energia in maniera più semplice e meno opprimente nei confronti dell'ambiente.

    Nonostante i cianobatteri siano tra le più abbondanti creature fotosintetiche del pianeta il lavoro non è semplice. Le ipotesi formulate dal team scientifico, basate in parte sul lavoro della biologa dell'Università di Auckland Jane Allison, è che gli alcani impediscono alle pareti cellulari dei cianobatteri di diventare grandi e rigide, il che rende difficile che le cellule si dividano quando arriva il momento di riprodursi.

    Naturalmente parliamo di processi che si svolgono ad una misura talmente piccola che è praticamente impossibile osservarle attentamente, come sostiene la stessa dottoressa Allison “nemmeno con un microscopio fantastico”. Oltre ad esplorare i processi chimici di base all'interno della cellula, Allison sta anche utilizzando simulazioni al computer per verificare come i cianobatteri potrebbero essere influenzati dai cambiamenti climatici e i primi esperimenti ci dicono che solo pochi gradi Celsius di riscaldamento possono modificare le membrane cellulari dei cianobatteri, normalmente viscose e gelatinose, in uno stato quasi liquido, cosa che rischia di impedirne la riproduzione.

    Viji Sitther, un biologo della Morgan State University di Baltimora, ha invece intrapreso una strada del tutto alternativa a quella del team, scegliendo di alterare geneticamente i cianobatteri con la speranza di essere più fortunato nella raccolta degli idrocarburi. “Passare a questa alternativa potenzialmente verde è un passo importante nella riduzione degli effetti ambientali dei combustibili fossili - dice Sitther - ma il processo di raccolta degli idrocarburi dai cianobatteri richiede una grande quantità di energia. Inoltre, la contaminazione con altre alghe e batteri ha ridotto la produttività. Imparare di più sulla chimica nella membrana cellulare – conclude il biologo - potrebbe portare a modi più puliti e più efficienti dal punto di vista energetico per estrarre gli alcani utili all'essere umano”.

    Ma in realtà la ricerca guidata dalla dottoressa Allison va anche oltre, si spera infatti di trovare diverse altre specie di microbi che possano rivelarsi utili con la produzione di anche altri generi di idrocarburi, per questo lo studio prosegue tenendo in considerazione ogni possibile utilizzo di questa nuova biotecnologia sia in ambito scientifico che industriale.

  • Il più grande errore di Microsoft è stato permettere la nascita di Android, ha detto Bill Gates

    Il più grande errore di Microsoft? Permettere a Google di lanciare il suo sistema operativo Android e perdere per un soffio l'occasione di "diventare il vincitore" sul mercato degli smartphone e "ottenere tutto". Parola di BillGates. Parlando dal palco di un forum a Washington, il co-fondatore di Microsoft ora filantropo ha spiegato che l'azienda è stata "distratta" dalla lunga battaglia contro l'antitrust Usa. "Eravamo nel campo dei sistemi operativi per personal computer e sapevamo che i telefoni cellulari sarebbero diventati molto popolari - ha spiegato - ci siamo distratti e non abbiamo messo le persone migliori al lavoro su quel settore".

    Un 'errore' che l'imprenditore imputa prima di tutti a se stesso: è stato "l'errore più grande che ho commesso" in Microsoft - ha spiegato - perché era "chiaramente nelle nostre competenze. Eravamo la società che avrebbe dovuto realizzarlo, e non l'abbiamo fatto", ha insistito.